SIMA e Cattedra UNESCO su THE LANCET EClinicalMedicine:…………

…………..“riaprire gli ospedali dismessi e quelli militari, tutelare e testare i sanitari, ripensare il modello della nostra Sanità”

Riaprire senza indugio tutti gli ospedali chiusi negli ultimi anni per i piani di riordino delle Sanità regionali e approntare gli ospedali militari – anche quelli da campo – con percorsi differenziati, specificamente dedicati al Covid-19, mobilitando i medici e gli infermieri che a qualsiasi titolo prestano servizio nelle varie articolazioni della Sanità italiana: dagli ambulatori distrettuali alla medicina generale, fino ad acquisire la disponibilità volontaria dei camici bianchi in pensione tramite gli Ordini professionali. Questa la proposta appena pubblicata su The Lancet EClinicalMedicine (https://www.thelancet.com/journals/eclinm/onlineFirst) dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e da Cattedra UNESCO “Educazione alla salute e sviluppo sostenibile”, a firma del professor Alessandro Miani, dottor Ernesto Burgio, professor Renato Lauro, dottor Prisco Piscitelli e della professoressa Annamaria Colao.

Per Alessandro Miani, Presidente SIMA: “E’ indifferibile dotare tutti i medici di famiglia ed ospedalieri, ma più in generale tutti gli operatori sanitari, di adeguati dispositivi di protezione individuale, dalle mascherine FFP2 in numero sufficiente ai camici monouso con cappuccio omologati per rischio biologico. Il personale sanitario, infatti, non può affrontare questa emergenza a mani nude o con dispositivi di protezione centellinati. Ciò è probabilmente dovuto all’elevato numero dei sanitari contagiati in Italia, molto superiore al dato cinese. A nostro avviso è essenziale sottoporre al tampone in modo sistematico almeno gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato ma anche nelle strutture di lungodegenza o RSA, almeno quelli che presentano una qualsiasi anche sfumata sintomatologia o hanno avuto contatti con casi sospetti o confermati.  Il gap del ritardo di 48 ore necessarie per i risultati del tampone dovrebbe essere recuperato abbinando uno dei test a risposta rapida in grado di identificare con certezza tutti i negativi, test già approvati dalla FDA americana e dal nostro Ministero della Salute. Questa soluzione permetterà non solo di proteggere adeguatamente sanitari e pazienti dal Coronavirus, ma anche di continuare a svolgere tutte le altre visite e prestazioni urgenti non legate al COVID-19 che comunque vanno garantite, così come le prestazioni socio-sanitarie per quei soggetti fragili e i loro familiari che oggi sono in grande sofferenza: in particolare, i bambini autistici, i malati psichiatrici e i pazienti affetti da SLA, neoplasie in fase terminale o altre patologie cronico-degenerative in cui è fondamentale l’assistenza domiciliare o l’attività dei centri diurni”.

Nel moltiplicarsi delle informazioni, che rischiano di creare situazioni confuse – continua Miani – gli autori dell’articolo sottolineano la necessità di affidare ad una sola persona – preferibilmente un rispettato medico – da parte del Governo l’incarico di tutte le comunicazioni sanitarie ufficiali su base quotidiana, come accade in Spagna con la persona carismatica del dottor Fernando Simòn. A nostro avviso, il candidato ideale potrebbe

essere il neo inviato apicale dell’OMS a Roma, il dottor Ranieri Guerra, vice di Tedros Ghebreyesus, già stimatissimo Direttore del Dipartimento per la Prevenzione Sanitaria del nostro Ministero della Salute”.

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